Sismica

Tale metodologia si basa sullo studio dei raggi che incidono criticamente su una superficie di separazione tra due mezzi isotropi con caratteristiche elastiche diverse. Consente di indagare a profondità modeste e variabili sulla base della lunghezza dello stendimento e del tipo di energizzazione utilizzato. Le sorgenti d’energia sono artificiali e poste in punti scelti dall’operatore ed il momento dell’evento è noto.
Tale metodologia sta acquisendo sempre maggior impiego a supporto della geo-ingegneria, il Settore Geofisica Applicata è in grado, mediante la strumentazione a disposizione, di effettuare indagini sismiche a rifrazione, in onde P ed S, ed indagini speditive finalizzate all’individuazione della categoria sismica di sottosuolo di tipo attivo e passivo, rispettivamente MASW(Multichannel analysis of surface waves ) e ReMi (Refraction Microtremor).
La strumentazione a disposizione a 24 bit ed elevata dinamica è perfettamente idonea per svolgere indagini di  simica a rifrazione, riflessione (anche ad altissima risoluzione), acquisizione dati per calcolo di Vs30, monitoraggio di vibrazioni, applicazioni sismologiche down-hole e VSP. Mediante l’ausilio di supporti in PVC il Settore Geofisica Applicata fornisce risultati anche in contesti particolari, quali centri urbani e aree pavimentate.

Strumenti ed attrezzatura a supporto delle indagini:

  • Sismografo modulare 24 canali, GEODE (Geometrics);
  • N° 2 set di cavi paralleli con connessioni spaziate 10 m e connettori a 12 pin con passo intergeofonico di 10m (lunghezza totale 230 m);
  • Per la ricezione dei segnali:
  1. geofoni ad asse verticale a 14 Hz;
  2. geofoni ad asse verticale a 4,5 Hz;
  3. geofoni ad asse orizzontale a 10 Hz;
  • Per l’energizzazione:
  1. piastra con mazza da 5 e 8 Kg;
  2. fucile sismico (minibang) adatto a contenere una cartuccia a salve o di tipo industriale calibro 8.
  3. set di supporti in PVC 80×60 per indagini in aree urbane e pavimentate;
  4. netbook per la visualizzazione e salvataggio dei dati.